La formazione ECM è davvero vista solo come un obbligo noioso e difficile da adempiere oppure può essere davvero un'opportunità seria e convincente di crescita professionale per l'ambito sanitario?

Qualche giorno fa, durante una riunione, il nostro reparto marketing ci ha raccontato che alcune delle espressioni più utilizzate fra quelle legate al mondo della formazione ECM sono “esonero dai corsi ECM” e “come si ottengono crediti ECM senza fare corsi”.

In ufficio qualcuno si è messo a ridere e qualcun altro ha scosso la testa.

Nessuno di noi può dichiararsi innocente dall’aver provato a cercare online suggerimenti per il test universitario o i bignami di quel libro lunghissimo impossibile da digerire o ancora un modo per ottenere più crediti facendo quell'esatta combinazione di esami.

Tuttavia più i corsi sono professionalizzanti e determinanti per la specializzazione delle competenze più è fondamentale che le parti teoriche siano ben comprese e la cura sulla parte pratica sia costante.

Soprattutto in caso di professioni che hanno a che fare con la salute delle persone e che quindi possono decidere della nostra vita e di quella dei nostri cari.

Il fine del triennio formativo 2020-2022

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La fine del triennio 2020-2022 è un momento particolarmente caldo per i professionisti sanitari.

Hanno attraversato un periodo ricco di complessità, con una situazione pandemica che li ha visti costantemente al lavoro, con organici spesso sottodimensionati, e quindi per scelta o per necessità alcuni di loro hanno finito per abbassare la priorità della loro formazione ECM trovandosi a dover condensare questi aspetti nelle ultime settimane dell’anno.

Il Programma Nazionale di Educazione Continua in Medicina prevede infatti il raggiungimento entro il 31 dicembre di circa 150 crediti formativi (al netto di esenzioni ed esoneri) attribuendo all’aggiornamento continuo un ruolo cruciale per le professioni medico-sanitarie. 

Anzitutto dal punto di vista dell’impostazione normativa, definendo per esempio che “la formazione continua dei professionisti sanitari è espressione del valore fondamentale della tutela della salute” (Art 1 dell’accordo Stato-Regioni del 2007) e che quindi è essenziale per mantenere e incrementare le competenze degli operatori e garantire la sicurezza dell'assistenza prestata dal Servizio Sanitario Nazionale.

In secondo luogo perché in questa direzione di coerenza e maggiore rigore si stanno anche muovendo le ultime indicazioni degli Ordini Professionali, con il rischio di sanzioni - fino alla sospensione - per chi non è in regola con la formazione.

E infine perché il 2023 inizia con la precisa richiesta da parte dei legislatori che l'assolvimento dell'obbligo formativo sia profondamente legato alla responsabilità medico-legale e quindi alle assicurazioni: senza almeno il 70% di crediti certificabili, in caso di cause legali correlate alla responsabilità professionale, si rischierà infatti di non essere coperti.

Non solo crediti formativi obbligatori

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Questo rafforzamento di direzione comporta sicuramente una riflessione anche per chi eroga questo tipo di formazione.

Perché l’utente che sempre più avrà l’obbligo di ottenere crediti, avrà anche più margine per scegliere dove comprare i suoi corsi ed è qui che la proposta del provider può fare effettivamente la differenza.

Se è vero infatti che una parte della difficoltà è data dalle complesse situazioni lavorative in cui si muove è però altrettanto vero che l’offerta formativa a disposizione non è tutta della stessa qualità.

Se avete un parente o un amico professionista sanitario, provate a chiedergli qualche impressione e scoprirete che sicuramente hanno avuto a che fare con corsi erogati su piattaforme poco performanti dal punto di vista della registrazione o del recupero delle informazioni utili, per non parlare della modalità in cui i contenuti vengono erogati - ad esempio video/audio con qualità bassissima e pdf ripetitivi e datati.

E quindi anche a fronte di argomenti interessanti, fattori come la scarsa qualità del materiale di studio e strumenti tecnologici poco intuitivi li hanno poi spinti a lasciare i corsi da parte; addirittura, in qualche caso, anche influenzati a cambiare ambiente di studio appena possibile.

Al lavoro per il prossimo triennio

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In questo dicembre 2022 di fine corsi e di fine triennio tantissimi provider stanno già in realtà lavorando all'offerta formativa per il prossimo anno: stringendo accordi con gli sponsor, definendo la scelta dei responsabili scientifici e aprendosi di fatto a nuovi obiettivi e nuove possibilità.

Nelle ultime settimane hanno anche già iniziato la parte più operativa di accreditamento dei corsi 2023, tenendo conto delle novità elencate da Age.na.s negli ultimi comunicati (vedi anche il nostro articolo Normativa ECM e triennio 2023-2025:  Quali sono le novità in arrivo).

E con queste premesse di obbligatorietà di crediti, la consapevolezza di dover presentare un’offerta formativa di maggior valore e incisività sembra diventare una necessità sempre più strategica.

Anche Simone Colombati, presidente dell’associazione dei provider Formazione in Sanità, durante il Forum Risk Management 2022 recentemente tenutosi ad Arezzo ha dichiarato: “L'aver dato alla formazione un ruolo importante sul fronte assicurativo e della responsabilità professionale alza l'asticella di quella che è la nostra proposta di aggiornamento professionale perché viene correlata alla prevenzione del rischio clinico. Quindi sentiamo ancora di più l’esigenza di fare corsi efficaci e di aumentare la qualità e soprattutto di cercare con metodologie accattivanti di aumentare la platea di chi ne fruirà”.

“Qualità” sembra insomma la parola d’ordine per il nuovo triennio. La ricerca delle “metodologie accattivanti” la prossima sfida per ogni provider, con l’obiettivo da una parte di far cogliere sempre più la concretezza della propria offerta formativa e dall’altra per distinguersi dai competitor.

Da dove cominciare?

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Anzitutto può essere utile un pensiero sulla gestione della registrazione e dell'iscrizione ai corsi: è il primo approccio dell’utente alla nostra piattaforma e sicuramente influirà sulle suo utilizzo in futuro - per cui dovranno essere quanto più facili e immediate - recuperando però nel contempo tutti i dati necessari alla normativa ECM.

Poi sarà importante un sistema che renda agevole sia la compilazioni dei test di valutazione e delle Qualità Percepite sia lo scaricamento degli attestati - in modo che non sia necessario per il discente contattare il provider per assistenza o per recuperare documentazione.

Infine, fondamentale un occhio di riguardo per i contenuti, ricercando il giusto mix di aggiornamento delle fonti, qualità dell’esposizione e innovazione tecnologica in grado di stimolare al meglio l’apprendimento andragogico.

Per qualche spunto aggiuntivo può essere utile il video riassuntivo 2022 della nostra DWAcademy - un ottimo modo per ripassare o recuperare gli argomenti più interessanti affrontati durante le sessioni, come la scelta di un software per la formazione, gli approcci digital alla formazione residenziale, gli errori da non fare nell’ideazione dei moduli formativi e la realtà virtuale.

Se inoltre state già lavorando sui moduli formativi, trovate anche la nostra checklist per realizzare un contenuto e-learning a regola d’arte, con un pensiero alla struttura, al design e alle interazioni.

Buona fine di triennio a tutti, noi compresi!

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